lunedì 12 gennaio 2009

Dialetto trentino for dummies

Vernacolo fintamente facile, il dialetto trentino è lingua delle contraddizioni.

E' il grande sconosciuto, tra i dialetti italiani, secondo forse solo all'apulo-albanese della Daunia. Lo riconoscerà un italiano su 100.000 (fonte: mio cuggino). Lingua ondeggiante paurosamente tra venetismi e lombardismi, insidiato da nord da un italiano di ritorno di altoatesini geneticamente modificati, il trentino patisce da sempre una personalità debole, uno scarso mordente.
Basta vivere 30 anni in queste valli, tuttavia, per capire che sotto la superficie c'è una miniera che aspetta di essere dissepolta. Dico 30 anni non a caso. E' la cifra fatidica scelta dai trentini per l'immortale frase "l'è drend'anni ghe sdo 'n drendino e angora i me giama derron".
E' un simpatico motteggio (probabilmente inventato di sana pianta, come tutte le grandi verità), che ha lo scopo di irridere gli italiani meridionali o centro-italici che vivono a Trento credendo di essersi integrati. Senza sapere, qui sta il passaggio esilarante, di essere ancora "teroni".
Ma divago. Il punto, del tutto misconosciuto, è che i tesori, le gemme, le perle ai porci del dialetto trentino sono infinite.
Una per tutte:

"Son drio a lavar zo"

Colpisce l'uso sfrontato di due phrasal verbs in una frase secca e domestica. E' possibile? Il trentino, di leggendaria diffidenza nel carattere, sublima forse nel linguaggio l'aggressività repressa dai tempi di Vendôme? Chissà.
Quello che consiglio, in fase di traduzione, è di preferire l'espressività poetica alla banale ricerca del "significato". Meglio, molto meglio una traduzione letterale e ingenua, insomma.
Per la frase di cui sopra propongo ad esempio:

"Sono dietro a lavare giù"

Densissima di echi pascoliani (ma il lettore smaliziato sentirà forse anche Nabokov)

Altri esempi, associati a grandi scrittori con tecnica dadaista:

il notissimo "Vei chi, va là" - Vieni qui, poi va di là (Herman Melville)
"L'an pasà" - En passant (Samuel Beckett)
"La varda fora bem" - Guarda fuori bene (Alain Robbe-Grillet)
"No se pol" - Un osso di pollo (Anton Chechov)
"Ancoi me son desmissià de bonora" - Anche le mie sonde si sono mischiate. Alla buon'ora! (Douglas Adams)

Sono sicuro che i mie lettori sapranno fare di meglio.

3 commenti:

ruphus ha detto...

bella l'idea.
aspetta che ci penso sopra un po', che per me il trentino (lingua) è ormai un po' lontano. nella mia testa si confondono, a volte, trentino, spagnolo, latino... mah.

ruphus ha detto...

ah, c'era questa:
"te ghe disi", take it easy (cat stevens?)

ruphus ha detto...

anche:
"zo' per la sparangola de la roza", Also sprach Zarathustra (Nice)