venerdì 2 gennaio 2009

Il 2009 che vorrei: via gli incapaci

Esprimere troppi desideri porta male, quindi mi limito a uno solo. Vorrei che qui in Italia, la crisi ci dia uno stimolo per levarci dalle balle quell'esercito di capi e capetti incapaci, approfittatori e arroganti che stanno mandando a puttane questo paese.
Li conosciamo tutti. Hanno tra i 55 e i 60 anni. Sono al vertice, e cavolo ti fanno capire in tutti modi che hanno intenzione di restarci. Sono incompetenti, vanitosi, infantili nelle relazioni umane, gaffeur, iperattivi ma poco produttivi e incapaci di delegare, non sanno una parola di inglese, erano nemici delle innovazioni tecnologiche già 30 anni fa, sono arroganti con gli ultimi e servili con chi è più potente di loro, umiliano i quadri intermedi di fronte alle stagiste, confondono in modo osceno pubblico e privato, sono affamati fino allo spasimo di ogni cosa pura e innocente che vedono negli occhi dei praticanti alle prime armi: per succhiarli e schiacciarli senza pietà fino a farli diventare cinici come loro, si capisce.
Sono travolti dai rimorsi, e dalla frustrazione per non aver mai messo in pratica davvero il peso morto delle perversioni che si portano dentro; e sublimano tutto questo mettendo in scena una specie di teatrino sadomaso in ufficio. Fanno marcire e fallire tutto quello che toccano, e vengono sempre ringraziati da capi più potenti di loro, che non capiscono un cazzo di quello che hanno combinato.
Sono ovunque: in redazione, nelle case editrici, nelle banche, nelle cooperative, nei partiti, nelle soprintendenze ai beni culturali, nelle lobbies dei gondolieri chioggiotti, nella cgil, nelle pastorali giovanili delle curie, nelle gallerie d'arte contemporanea, negli ospedali. Negli ospedali, poi, te li raccomando.
Ogni tanto questi mostri si trovano per le mani dei professionisti capaci, o magari addirittura geniali, che sanno risolvere i problemi in modo creativo senza farlo pesare agli altri e spiegando anche come risparmiare. In venti secondi i mostri identificano la minaccia, ed elaborano un piano per non farsi fregare, anzi per sfruttare i poveracci fino alla morte, facendosi aiutare in questo da appositi scagnozzi alla Smithers nei reparti amministrazione, che scrivono degli appositi contratti capestro, modello Dickens 1830.
E quando hanno talmente sputtanato il nome dell'azienda per cui lavorano che di professionisti non se ne presentano più, riempiono il posto con tutti i raccomandati a cui avevano promesso favori, e se ne vanno altrove. Lasciando l'azienda piena di deficienti, debiti e a reputazione zero (tanto basta incolpare l'ufficio stampa: "non abbiamo saputo comunicare").

E noi cosa abbiamo fatto per salvarci da questo esercito di bastardi? Noi degli anni '70, intendo, che fra un po' avremo 40 anni e se va bene prenderemo in mano il paese a 80?

Diamoci una mossa. Nel 2009, a casa gli incapaci. Il mondo, anche nella versione grottesca rappresentata dal belpaese, è diventato un posto troppo complicato per lasciarvi al comando ancora a lungo.

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