Io sono il tipo di persona che legge le prefazioni dei libri. Leggo anche i libri degli ospiti nei musei. Chissà se c'è un legame. Sta di fatto che mentre le prefazioni sono utili ma raramente divertenti, i libri degli ospiti mi fanno ridere come neanche i Monty Python, ma chiudendoli mi sento spesso scosso da una sensazione di totale inutilità.
Superficialmente, si potrebbe pensare che il problema è di ordine politico. Chi scrive o fa dei graffiti ("Paolo e Marta 11/3/2007"), o lascia dei commenti, o si lamenta. A parte il primo caso, che tradisce una certa pavidità, gli altri sono spesso poco interessanti. Con poche, notevoli eccezioni. Ho letto un sacco di libri degli ospiti e mi pare di poter dire che non rappresentano un campione statistico fedele dei visitatori delle rispettive strutture. Per qualche motivo, sono sovrarappresentate alcune tipologie:
a) il pedante ("Il patronimico di Vasilij Kandinskij è Vasil'evič, NON Vasilevič")
b) l'estremista ("Il Mart fa solo mostre commerciali")
c) l'anziana signora un po' tocca ("Complimenti, ma io ho un gran bel quadro...")
Probabilmente il tipo di supporto, un "librone con le paginone", seleziona gli utenti. La maggior parte di chi avrebbe commenti interessanti non li scrive perchè sospetta o sa che non verranno letti da chi conta davvero.
E' qui che si inserisce twitter.
Una delle applicazioni più interessanti in ambito museale riguarda la possibilità di offrire ai visitatori di una mostra la possibilità di commentare in diretta nelle sale, con i propri account twitter su dispositivi palmari forniti dal museo all'entrata, e da usare anche come audioguide/centro multimediale/shop per contenuti digitali. Per diminuire il digital divide si potrebbe pensare a una o più postazioni accessibili a tutti, in cui mandare tweets da un apposito account collettivo aperto a nome dei visitatori della tal mostra. Tra i benefici istituzionali di un impegno di questo tipo, va sottolineato il fatto che si otterrebbe una rappresentazione piuttosto fedele (più di un libro degli ospiti) delle opinioni dei propri visitatori, a costo zero. Ma c'è di più: il feed totale dei commenti degli utenti rappresenta una fonte di informazione di alta qualità per chi sta programmando una visita, oltre che per la stampa e per tutto il personale scientifico e didattico del museo. Qualcuno che ci prova?
martedì 6 gennaio 2009
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