
"Continuiamo così. Facciamoci del male"
La fortuna della famosa frase di Moretti in Bianca è dovuta al fatto che nel film viene pronunciata in modo surreale e metaforico.
Michele Apicella, il personaggio interpretato da Moretti, la lascia cadere come una bomba mentre si sta parlando di torte, a tavola. E' urticante perchè riporta di botto una dimensione colletttiva ("facciamoci") e chiaramente politica in un contesto che era ultra-privato e borghese (il dessert). Quindi davvero sintetizza il cuore della poetica morettiana.
Brillante artisticamente, ma c'è un problema, per così dire di post-produzione. Se isolata dal contesto, quella benedetta frase diventa talmente vaga che ognuno può leggerci quello che vuole. Secca, vaga e buona per tutte le occasioni: sono le caratteristiche del tormentone. E infatti la frase lo è diventata. Poi, a un certo punto, si è sedimentato un senso comune. La stragrande maggioranza delle persone che ho sentito pronunciare questo mantra negli ultimi vent'anni, intendeva dire qualcosa del genere:
"Quello che vedo è intollerabile. Da persona di sinistra mi indigno. Urca se mi indigno. Io non sono così, e il mondo lo dovrà pur sapere. Ma siccome ho perso ogni speranza, non ho l'energia di provare a cambiare qualcosa; il massimo che posso fare è constatare che va sempre peggio. Hmm ora che me ne accorgo denunciare e indignarsi in questo modo mi fa stare bene. Hmm devo riprovarci. Ma più tardi, ora ho il corso di vela e dopo devo andare al concerto di Bregovic."Questo rituale di autogratificazione è ancora vivo. Lo leggo ogni giorno su facebook nello stream di molti miei amici e conoscenti di sinistra. Usano il loro status per denunciare, lamentarsi, indignarsi, tenere il broncio. Parlano solo tra di loro, e sembrano non rendersi conto che Berlusconi campa molto bene sulla loro sterilità e supponenza. La sinistra che hanno amato è finita da anni, ma svegliarsi è troppo duro, e quindi continuano a girarsi nel sonno.
Per governare in un paese conservatore e arretrato bisogna fondare una nuova rappresentanza politica su basi riformiste. Chi come me vota PD ha questa speranza. Ma uno dei temi che mi sembra piuttosto assente dal dibattito è il costo del peso morto, all'interno del centrosinistra, di questi giurassici che si sentono migliori del resto del mondo. Finchè impiegheranno il loro tempo a compiacersi di quanto sono puri, invece che a produrre idee e a confrontarsi con gli altri, il loro contributo netto è quello di un costante regalo al centrodestra.
Alcune di queste persone esibiscono addirittura tratti di ultrapopulismo: dicono "la massa" con disprezzo, sono fatalisti, fanno pesare l'ignoranza altrui...eppure si considerano di sinistra. Non li sfiora nemmeno il sospetto che un comune lavoratore li possa percepire come aristocratici, ricchi bastardi.
E infatti, questa gente si stupisce e fa "Oooh" quando scopre che molti operai votano lega.
Ma forse a loro, ai giurassici, non interessa governare. In un angolo in minoranza si sta più comodi, no? Continuate così, fatevi del male. Da soli però; siete diventati dei parenti imbarazzanti che alle feste si notano eccome, anche se restano in disparte.


1 commenti:
già. che si fa?
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