martedì 2 giugno 2009

Su e giù per l'Italia a magnà




Il matrimonio all'isola d'Elba della mia dirimpettaia di scrivania al Mart, lo scorso weekend, si è rivelato un'occasione fantastica per leggere un libro inclassificabile e bellissimo, per analisi sociologiche improvvisate sul carattere degli isolani, e infine per magnà. Tralasciamo le prime due cose, e concentriamoci sul cibo; anzi, sul cibbo.

Conosco i gusti della mia collega: è buona forchetta, ma soprattutto è un'esteta atipica, del tipo non autocompiaciuto in bilico tra controllo e abbandono. Sapevo che avrei mangiato bene, e infatti ho cominciato a farfugliare di cacciucchi e finocchione già in viaggio, sulla Cisa. Il ricevimento non ha deluso, mentre i tre ristoranti elbani che ho provato sono inqualificabili. Il viaggio di ritorno è stato addirittura fenomenale, con una sosta alla "Locanda del Pellegrino", di Baragazza (uscita A1 Roncobilaccio, vicino al Santuario di Boccadirio), dove si mangia - appunto - da Dio.

Per farla breve, le ricette che mi scrivo in agenda 'sto giro sono:

- Fiori di zucca alla menta e ricotta
Si leva il pistillo, si farciscono con ricotta leggera e menta. Si avvolgono uno a uno nel cellophane lasciando fuori il gambo, e si passano per qualche secondo in una pentola di acqua bollente, e poi subito in acqua fredda. Si scarta e si serve.

- Arancini allo zafferano
Spaziali. Arancini di riso, con dentro lo zafferano, fine.

- Crostini ai fegatini
Qui ho un momento di gloria. Ho indovinato i due ingredienti segreti della Locanda del Pellegrino, suscitando nel simpatico oste Giancarlo una vaga incredulità, che sul suo largo sorriso emiliano ha poi lasciato il posto all'ammirazione (ahem). In realtà, si è trattato sostanzialmente di culo, ma non mi è parso il caso di sottilizzare, tantopiù che stava arrivando la fiorentina.

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