
John Holt in "Learning all the time" sostiene che i bambini sanno imparare da soli attraverso osservazione, imitazione ed esposizione a fonti informative rilevanti. E che la maggior parte delle scuole fanno solo danni, perchè insegnano a non fidarsi delle proprie capacità di imparare autonomamente. Detta così sembra una battaglia di minoranza di un radicale USA alla Chomsky. E invece Holt è un anti-Chomsky a tutti gli effetti. Non la butta mai in politica, e pur essendo ovvio che conosce la linguistica strutturale per filo e per segno, non lo fa pesare.
E poi, a pensarci bene, le tesi di Holt non sono altro che buon senso portato alle estreme conseguenze. In fondo tutti sanno che il diritto non si occupa della Verità, ma - più umilmente - della verità giudiziaria. E che la Storia, intesa come disciplina accademica, non studia le Cose Che Sono Successe, ma i Discorsi Intorno alle Cose Che Sono Successe. E quindi è solo ovvio che la Scuola non insegni a Vivere, ma ad Andare Bene a Scuola. Cosa che sanno tutti gli scolari, ma che non è ammissibile pronunciare nel dibattito pubblico italiano.
Il problema è che tra "Vivere" e "Andare Bene a Scuola" non c'è il minimo rapporto. Saper relazionarsi con gli altri, imparare un mestiere, evitare i pericoli, capire il valore dei soldi, provare empatia con le persone, raccogliere informazioni, distinguere tra le cose importanti e le menate, gestire lo stress, non farsi sfruttare dai bastardi: sono tutte cose importanti per vivere, e naturalmente non si insegnano a scuola.
A scuola si impara a compiacere gli insegnanti, e a sapere le cose che stanno nei programmi degli insegnanti. Sai che utilità!
Per dirne una: quando uno studente viene messo di fronte a un test, lo scopo è quasi sempre scoprire cosa NON sa. Quando lavori, invece, devi continuamente dimostrare cosa sai fare. A educazione musicale, ti insegnano il solfeggio. Quando fondi una band e la chiami "Vomito spaziale", impari la musica.
E sono solo a pagina 62.


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