
Da parecchi anni, ormai, a precise cadenze annuali, ricevo dietro al bancone della farmacia dove lavoro, i malati di tosse. Per essere una categoria fluida e transitoria, costituita non da elementi fissi ma da comportamenti, ha una coerenza impressionante: i malati di tosse sono tutti uguali.
Nei primi anni del mio lavoro - quando ancora tolleravo questo lavoro - li riconoscevo mentre facevano la fila. Le nari arrossate, ma non sempre, questo modo nervoso e provvisorio di respirare, le mani che tamburellano impazienti sull'espositore di prodotti omeopatici. Poi ho cominciato a osservarli tossire fuori dalla porta, ancora prima di entrare. Ora si potrebbe quasi dire che li riconosca idealmente, che viva con loro una specie di comunione estatica nella Tosse, e che ne riesca a presentire l'arrivo già dalle prime luci dell'alba, quando, proni su di un'inutile tazza di latte col miele, decidono di andare, alla buon'ora, in farmacia.
La conversazione con i miei malati di tosse segue uno schema fisso, che nulla può cambiare o intaccare. A me tocca chiedere:
"E' una tosse secca o grassa?"
A loro tocca negare, dubitare, fermarsi interdetti.
"Non saprei? Qual è la differenza?"

Perchè nessun malato di tosse, nemmeno il tisico più incallito, sembra in grado di capire la semplice distinzione tra tosse secca e grassa. I primi tempi ci restavo male. Non mi pareva un concetto particolarmente difficile da comprendere e maneggiare. La tosse è secca, oppure è grassa. Fine. Non c'è molto da capire - eppure nessun malato di tosse sembra in grado di fornire questa prima, approssimativa diagnosi, fondamentale tuttavia per la corretta cura del disturbo.
Al malato di tosse va quindi resa una sommaria spiegazione, da parte mia, sul concetto di secchezza o grassezza della tosse. Nozioni astratte, goffe, che risultano sempre, senza eccezione alcuna, del tutto inconcludenti. Non sono mai stato bravo a parlare, questo lo ammetto. Ma la verità è che non c'è molto da dire. Si nasce aggressivi o miti, ci sono gli asparagi verdi e quelli bianchi, e la tosse è secca o grassa.
Naturalmente ci sarebbe un sistema semplice e definitivo per chiarire la situazione: un colpetto di tosse. Ma i malati di tosse, questa moltitudine che ha reso amara la mia vita e secchi i miei lombi, non sanno tossire in farmacia.
Per strada o sulla soglia eruttano come vulcani, ma di fronte a me sembrano sani come pesci. Ho accarezzato l'idea di avere poteri taumaturgici, e ho fantasticato sull'istituzione di un sanatorio per tossaioli, da me diretto secondo principi illuminati, e fondato su vigili percorsi di consapevolezza per i degenti: si entra ignoranti, si esce non solo guariti, che è il meno, ma edotti circa il grado di secchezza della propria tosse.
Sono passati gli anni, e non solo non fantastico più, ma nemmeno faccio più caso a quello che dico. Da tempo ormai è in commercio il farmaco Xxxxyxxyxsszz, che cura con uguale efficacia la tosse grassa e quella secca. Non per questo ho smesso di domandare:
"E' una tosse secca o grassa?"
Ne provo un piacere sottile, indubbiamente perverso, che posso prolungare a piacimento. E' mia soddisfazione personale eludere le richieste di chiarimenti ricorrendo a termini tecnici, tautologie, esempi inefficaci.
Ormai non provo nemmeno più senso di vergogna per questo teatrino: sono malanni di stagione.


2 commenti:
perfidamente bastardo
ahahahahahhahaha ahahhahah ahahahha :D
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