Che il neo-governatore del Veneto Luca Zaia (nella foto) non fosse particolarmente tenero con i trentini era cosa nota. Ma la dichiarazione resa ieri sera, a margine di una conferenza stampa all'hotel "Moana" di Rosolina Mare (RO), ha lasciato di stucco. "Il Mart di Rovereto - ha detto Zaia - possiede una quantità enorme di opere d'arte di proprietà di collezionisti veneti. Si va dai capolavori del Novecento della collezione Ferro, alle decine di opere di artisti contemporanei in arrivo proprio in queste settimane al museo trentino. Si tratta a volte di cose di dubbio gusto, e in certi casi di arte degenerata: basta vedere la volgarità di quella scopa [il ministro agita la foto di un'opera di Chen Zhen], che poi l'ha fatta un cinese, mi dicono. Non ho nulla contro gli attrezzi da lavoro, ghe mancherìa, ma personalmente non andrei a vedere una scopa in un museo, neanche se mi pagassero. E tuttavia non vedo perchè queste opere debbano essere conservate a Rovereto, se i legittimi proprietari sono veneti. Uno dei primi impegni della mia nuova giunta sarà di legiferare per far tornare in Veneto tutte queste croste, dalla prima all'ultima."
Più di un cronista presente alla conferenza stampa ha chiesto al ministro maggiori spiegazioni. In particolare, desta perplessità la futura destinazione di queste opere."Non serve costruire musei - ha spiegato Zaia - nè tantomeno pensare a gallerie civiche comunali. Queste sono menate da intellettuali, e i veneti non ne vogliono sapere. Tra l'altro, per quanto mi riguarda penso che i musei facciano male al turismo. Prendete Rovereto: al Mart vanno ogni anno più di duecentomila persone. Secondo voi quanto spendono? Il biglietto costa poco e quasi tutti entrano gratis. Tutta gente sottratta ai centri commerciali, di cui del resto il Trentino non abbonda. Le "opere" venete ora conservate al Mart - quelle giudicate decenti da un'apposita commissione ovviamente - abbelliranno i numerosi outlet e centri commerciali della nostra regione. L'arte appartiene alla gente, non alle solite elites di fannulloni politicizzati. Tra l'altro faccio notare che la CGIL è d'accordo con me, avranno un 15% di opere d'arte contemporanea a Marghera. Se gli operai non le apprezzano, possono sempre smantellarle per trarne parti di ricambio."
Sulla composizione della commissione esaminatrice è giallo: in un primo documento fatto circolare dall'ufficio stampa di Zaia erano presenti i nomi di Lori del Santo (foto) e Mauro del Grande Fratello. Una giornalista de "il manifesto" ha chiesto "Mi ripete il cognome? E' proprio "Del Grande - Fratello"? E' sicuro".
Una volta smo
rzatesi le risate e i lanci di radicchio, Zaia ha sconfessato il documento, retrocedendolo a "provocazione", e ha fatto sapere che i membri della commissione saranno eletti direttamente dal popolo veneto.Chiunque potrà candidarsi, purchè in possesso della cittadinanza veneta. Nel periodo transitorio in cui la nazione veneta non dovesse essere dimostrabile come esistente dal punto di vista amministrativo e costituzionale, va bene l'autocertificazione, il porto d'armi o il patentino per la conduzione di grossi natanti fluviali.
Si potrà votare comodamente dall'interno dello stadio Bengodi, durante tutte le partite di ritorno del Chievo, a partire da domenica prossima.


2 commenti:
ti te se mat
o mio dio.
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