lunedì 1 novembre 2010

Antiberlusconismo for dummies

10 consigli per sembrare un vero antiberlusconiano.

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A quanto pare, è arrivato l'autunno del patriarca.


Il paese è senza guida, e il pasticciaccio combinato dal nostro primo ministro potrebbe segnare la fine della sua rutilante attività politica. Io non l'ho mai votato, e ritengo che un sommario bilancio della sua gestione potrebbe essere il seguente: risultati ottenuti 3, fallimenti 443.176.297,34. Non mi mancherà.

Tuttavia, essendo l'Italia il paese che conosciamo, mi pongo un problema, per così dire, di galateo: nel giro di qualche settimana, se salta la baracca, avremo 50 milioni di antiberlusconiani. Per molti di loro, sarà la prima volta. Trepidazione, godimento, curiosità, autocommiserazione. Cosa mai si agiterà nel cuore dell'antiberlusconiano dell'ultimo minuto? Quello che l'ha sempre votato e ora dice sprezzante dal barbiere "Io l'ho sempre detto che Silvio era un bastardo"? Sono misteri, abissi, slalom giganti. Bisogna però evitare figuracce. Ecco alcuni consigli per simulare un antiberlusconismo di qualità accettabile.


1. Smetti di chiamarlo "Silvio". Non si fa, da noi, suvvia.

2. Vuoi usare un nomignolo? Accomodati. Ma con attenzione! La scelta denota appartenenza, e ti muoverai all'interno di un territorio frastagliato. Berlusca è da radical chic lombardo nevrotico, Caimano non lo usa nessuno e rivelerebbe subito il bluff, Cainano è di Dagospia e non impegna, "B." fa Severgnini e quindi terzista liberale, Berluskaiser ha connotazioni anarco-sindacaliste, mentre con Psiconano ti arruoli addirttura tra i grillini.

3. Per quanto possa sembrare incredibile, non tutti gli antiberlusconiani sono di sinistra, e non tutti sono esagitati. Non è necessario strafare. Un sorrisino sghembo, saputello, sarcastico e sollevato va benissimo, e non ti posiziona necessariamente a sinistra. Ma occhio al look! Se vesti in vellutino, smetti di sorridere o assomiglierai al leader della FIOM.

4. Mai parlare di Veltroni, neanche per fare esempi. Anche questo da noi non si fa.

5. Attenzione alla coerenza. Non vale a niente insultare Berlusconi se poi chiami Vendola "terrone travestito" o Claudio Magris "intellettuale comunista". Potrebbero farti delle domande trabocchetto. E' da qui che vengono le insidie maggiori.

6. Sei cattolico? Puoi continuare ad esserlo anche nel nuovo schieramento, ma devi sapere che quando ti troverai in mezzo agli antiberlusconiani atei, ti prenderanno per il culo (a sinistra è un rito socialmente accettato).

7. E' vero, dovrai comperare Repubblica almeno ogni tanto, da lì non si può scappare. Ma, attenzione! Concediti 10-20 secondi di meditazione e convinciti di avere tra le mani "Il Giornale". Dopo un po', noterai che i due quotidiani sono quasi indistinguibili. Su Repubblica ci sono un po' più di fatti e prime pagine più varie, ma finisce lì: presto ti sentirai a casa.

8. Tutta quella storia lì sul conflitto d'interessi era vera. Gli antiberlusconiani pensano davvero che sia un problema reale. Si lo so...è strano, vero?

9. Quando vedi Sabina Guzzanti devi far finta di ridere. In compenso ora puoi gustarti le battute di quel geniaccio di suo fratello.

10. Puoi continuare a non pagare le tasse. La differenza è che non puoi parlarne

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